astag NO VALLO TOMO

Di seguito il comunicato della Tribù delle Fratte circa gli ultimi avvenimenti di Mori:

DAVIDE, GOLIA E L’ECOMOSTRO

Una fase della lotta è ormai conclusa. L’ ecomostro chiamato vallo tomo è quasi ultimato, mentre del progetto di stabilizzazione provvisoria e poi di demolizione del diedro non c’è ancora traccia.

Non sappiamo se la Protezione civile opterà per l’esplosione dell’ammasso roccioso eppure,seguendo quanto imporrebbe la relazione del perito “super partes” Barla, procederà alla sua demolizione controllata. Nel secondo caso, si renderà ancora più evidente l’inutilità del gigantesco muro a valle.

Hanno distrutto le fratte per niente”: lo abbiamo urlato il 14 marzo all’esterno del Consiglio comunale. In centinaia lo hanno potuto constatare anche domenica 19 marzo, durante la “visita all’ecomostro” organizzata dalla tribù delle fratte. La devastazione è ormai compiuta.

Golia ha vinto, Davide ha perso. Tutto finito, dunque? Non per noi.

Tolto il pericolo del diedro, comincerà una nuova fase.

Vogliamo tornare su quei terreni, che sono di chi li ha amati e difesi, e ricostruire le fratte. E vogliamo abbattere l’ecomostro.

Qualsiasi collaborazione con chi ha devastato i terrazzamenti non solo snaturerebbe un percorso di resistenza che ha coinvolto centinaia di persone, ma sarebbe per noi semplicemente indecente.

La coerenza, nelle battaglie sociali, è la forza che contiene tutte le altre. Ed è proprio in virtù della coerenza che la tribù ha sempre dimostrato nel tenere assieme difesa del territorio e incolumità dei suoi abitanti, che non spenderemo molte righe riguardo all’ultima sorpresa (che ci ricorda tanto i falsi volantini firmati “tribù delle fratte” di qualche mese fa).

Far sparire i sistemi di monitoraggio del diedroche senza la protesta non sarebbero mai stati installati – non è affatto un “sabotaggio del vallo tomo”, bensì un gesto che mette a rischio residenti e operai.

Un gesto che assomiglia molto di più all’irresponsabilità con cui Provincia e Comune hanno giocato con la vita della gente che non alle pratiche cristalline di chi ha contrastato il loro scellerato progetto.

Non abbiamo necessità di difenderci. Siamo noi che attacchiamo chi avrebbe potuto mettere in sicurezza l’abitato di Mori senza devastarne il territorio e senza prolungare per mesi i rischi di residenti e operai.

Monitoreremo” ogni loro mossa. La tribù tornerà sulle fratte.

Mori, 22 marzo 2017

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Tribu’ delle Fratte

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