Non vogliamo entrare nel merito del processo a senso unico che si sta consumando su i media locali.

Diamo voce a chi e’ negata: pubblichiamo di seguito il comunicato integrale inviato dalla Tribu’ delle fratte

che convoca anche una assemblea pubblica SABATO 4 FEBBARIO – ORE 20,30 – AUDITORIUM DI MORI

La gente come noi non molla mai…

Lo abbiamo urlato sabato scorso, durante una fiaccolata che ha portato per le strade di Mori quasi quattrocento persone dietro i due striscioni: “Fissare il diedro subito. Resistere all’arroganza” e “No alla militarizzazione di Mori”.

Nel corso dell’assemblea popolare che si era svolta in piazza Cal di Ponte domenica 22 gennaio, avevamo detto che se fossero ripresi i lavori sulle fratte…

…senza garantire l’incolumitàdi residenti e operai, saremmo arrivati a occupare il Municipio.

Siamo gente di parola, noi. Per questo martedìabbiamo occupato l’ufficio del sindaco. Qualcuno era dentro, qualcuno era fuori, ma eravamo tutti insieme, convinti piùche mai di essere nel giusto. La maggior parte di noi non aveva mai fatto nulla di simile in vita propria. Secondo voi perchédella gente èdisposta a rischiare tanto, in un’epoca in cui ognuno bada solo ai fatti propri?

Alla richiesta di mettere in sicurezza il prima possibile il diedro, alle soluzioni alternative al vallo tomo si èrisposto mandando la polizia in tenuta antisommossa: lo chiamano dialogo.

Lunedìmattina, sessanta persone erano presenti nell’atrio del Comune. Nonostante le promesse del mattino, in un appuntamento in serata il sindaco non ha fornito nemmeno il piano di monitoraggio del diedro. Il giorno dopo, gli abbiamo occupato l’ufficio.

Il rifiuto di autorizzare un team tecnico (che c’èed èdisponibile ad attivarsi immediatamente) per studiare come fissare provvisoriamente il diedro non ha alcun fondamento tecnico. Si tratta di una volontàtutta politica di rendere irreversibili i danni causati dai lavori prima di occuparsi della fonte del pericolo: il diedro. Provincia e Comune sanno che, stabilizzato il diedro, non potrebbero piùimporre il vallo tomo come unica soluzione. In ballo c’èil loro potere e il profitto d’impresa, altro che la sicurezza degli abitanti! Dopo la relazione del professor Barla, che ipotizza il crollo immediato della roccia, non hanno ancora tarato i sistemi di monitoraggio per assicurare l’evacuazione di operai e residenti!

Altro che difenderci dalle menzogne di giornali e politici. Rispondiamo a tono: state giocando con la vita della gente.

Ci stiamo avvicinando al punto di massima insicurezza: quando, distrutte le fratte e non ancora realizzato il vallo tomo néfissato il diedro, la caduta di massi non troverebbe alcuna barriera.

Non èil momento di mollare. Vi chiamiamo ancora a raccolta per decidere insieme come andare avanti in questa straordinaria mobilitazione.

SABATO 4 FEBBRAIO ORE 20,30                                        

ASSEMBLEA POPOLAREAUDITORIUM DI MORI      

   Mori, 1 febbraio 2017      tribùdelle fratte

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