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LIBRO-No-Tav 2019E’ uscito il nuovo libro sul Tav in Trentino a cura del Coordinamento NoTav Trentino. E frutto di un lavoro collettivo durato diversi mesi.

Se desiderate il libro cartaceo, potete acquistarlo contattando i comitati territoriali locali (compreso il ns. scrivendo a info@notavmammemarco.it).

Se desiderate il formato elettronico, potete scaricarlo su https://notavtrento.noblogs.org/post/2019/01/17/scarica-il-nuovo-opuscolo-tav-in-trentino-un-buco-nellacqua/

Riportiamo di seguito l’introduzione:

IL TAV IN TRENTINO

UN BUCO NELL’ACQUA

Tutto quello che non ti aspetti

“”Dopo diversi anni dall’ultimo opuscolo contro il progetto di Alta Velocità ferroviaria in Trentino “Le 10 ragioni del NO” – testo che riassumeva uno studio approfondito durato anni e accompagnato da una capillare attività di informazione nelle città e nei paesi -, sentiamo l’esigenza di fare il punto della situazione.

Negli anni trascorsi dall’opposizione ai primi carotaggi per il TAV in Trentino – opposizione che tra blocchi e manifestazioni ha coinvolto centinaia di persone, e che ha portato alla nascita del presidio permanente Acquaviva e Resistente -, i promotori dell’opera hanno da un lato coperto sotto un sistematico silenzio le “nuove” progettazioni, dall’altro, hanno affinato una propaganda mediatica e politica allo scopo di rifare il trucco a un’opera contro la quale stava crescendo il dissenso.

Nelle pagine che seguono cercheremo dunque di spiegare, in forma riassuntiva, come la “nuova” progettazione ricalchi in tutto e per tutto la precedente, non modificando né i tracciati né i loro devastanti effetti sul territorio, né, soprattutto, la questione di fondo: la palese inutilità dell’opera. Allo stesso tempo, cercheremo di smascherare gli argomenti e lo stile con cui si vuole rendere accattivante il saccheggio del territorio. Di pari passo con il silenzio sulle caratteristiche del progetto e sui suoi impatti, infatti, politici, giornalisti e industriali hanno cominciato ad utilizzare un linguaggio più prossimo a quello della pubblicità che non a quello delle “opere pubbliche” di cui sarebbe loro mandato spiegare costi e benefici. Il TAV non è più un progetto ferroviario di cui argomentare la necessità, bensì un “sogno irrinunciabile”, un’“occasione di valorizzazione del territorio”, una “visione del futuro” ecc. Scompaiono carte topografi che e tracciati, arrivano le frasi ad effetto del marketing. Ogni tanto si nomina l’ospite ingrato: l’opposizione. Sperando che fi umi di parole – tra cui ne spicca una magica: “partecipazione” – e il trascorrere del tempo ne cancellino ogni consistenza. Ma noi siamo ancora qui, caparbi nel nostro No, radicati nelle nostre ragioni, cresciuti nelle nostre esperienze.

Questo lavoro nasce da uno sforzo collettivo che, a partire dal campeggio No TAV dell’agosto 2017, attraverso tavoli di discussione e approfondimenti tecnici, ci ha portati a scegliere le tematiche da

affrontare in queste pagine. L’abbiamo realizzato nel modo il più possibile condiviso – questo è quello che noi intendiamo per partecipazione – rifiutando di delegare a un ristretto gruppo di esperti la critica dell’opera, ma affinando tutti e tutte la conoscenza approfondita delle ragioni dell’opposizione. Se questo nostro lavoro avrà degli aspetti tecnici, vorremmo anche riuscire a suggerire da quali “Sì” emerge ed è accompagnato il nostro “No”, qual è la vita per cui ci battiamo: cosa voglia dire conoscere un territorio, avere memoria dei lenti equilibri ecologici che ne stanno alla base, confrontarsi su come difenderlo e capire che il “come” si può stare insieme mentre lo si fa è tutt’uno con gli obiettivi che ci si pone. Nelle discussioni fra comitati locali, attorno ai falò, sotto un tendone, lavorando per allestire un presidio, una cucina, una festa, abbiamo sperimentato che parlare di libertà in libertà è non solo un’esperienza appagante, ma anche un modo efficace di resistere. Ci si unisce per impedire uno scempio concreto, ma poi si parla anche di tutto il resto, tessendo una rete di solidarietà che piano piano coinvolge la vita, il lavoro, l’affitto, i figli… Proprio di questo c’è sempre più bisogno, in un’epoca in cui l’isolamento e il rancore sembrano avere il sopravvento su tutto.

Il peso della sopravvivenza, per tante persone, sembra oggi tale da far apparire la “questione del TAV” una sorta di lusso per protesta-tari buontemponi. In realtà non solo TAV, scuola, sanità, salari sono strettamente collegati, ma è proprio negli spazi sociali aperti da lotte come quella no TAV, che simili problemi possono essere affrontati collettivamente. Il sistema delle Grandi Opere – bancomat dei partiti, gioco di spartizione di appalti e subappalti – è una delle cause di questo impoverimento generale.

In risposta a tutto ciò e alla ricerca di un’alternativa, assumiamoci la responsabilità di decidere e di agire in prima persona: qui comincia l’avventura.

Ottobre 2018 – Coordinamento trentino NoTav””

La redazione

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