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Mori 23.06.2017Di seguito il comunicato della Tribu’ delle Fratte:

Finale di partita?

“Cosa fa un giocatore di poker quando, al giro decisivo della partita e avendo gia’ cambiato le carte, si trova con una coppia soltanto? Si ritira. Oppure bluffa. E’ la situazione in cui si trova da tempo il Comune di Mori. Non avendo nulla in mano che giustifichi la costruzione del vallo tomo, bluffa. E lo fa in modo spudorato. Sperando di poter contare sulla piu’ completa mancanza di memoria da parte della popolazione.

Per impedire che questo avvenga, e’ fondamentale ricordare ragioni e passaggi dell’opposizione all’eco mostro. Abbiamo sempre detto che:

– se invece di puntare sul monitoraggio costante e sulla manutenzione attenta e ragionata dei costoni montani si puntasse unicamente sulle opere di difesa passiva, bisognerebbe costruire vallo tomi in tutto il Trentino. Manutenzione significa salvaguardia delle forme di difesa naturale. In una relazione geologica realizzata nel 2012 su incarico del Comune di Mori e dedicata alla parte di Monte Albano verso Molina e Ravazzone, la dottoressa Fabiana Zandonai affermava che l’instabilità di alcune rocce è principalmente dovuta allo scriteriato taglio del bosco e alla mancanza di attenzione ai deflussi delle acque: la prima difesa è la salvaguardia del territorio. Questa relazione giaceva in un cassetto del Comune.

– la sciagurata distruzione delle fratte avrebbe aggravato la pericolosità del diedro sopra via Teatro, perche’ toglieva una preziosa difesa contro la caduta massi (nonche’ un patrimonio storico e paesaggistico). Il grado di sicurezza degli abitanti con le fratte e senza vallo tomo oppure con il vallo tomo e le fratte spianate è sostanzialmente identico.

– era possibile “fissare” il diedro prima di procedere alla sua demolizione controllata: Se proprio si voleva predisporre un’opera di difesa prima di toccare il diedro, era possibile costruirla sopra le fratte in 30 giorni (progetto alla mano). Ci sono voluti quattro mesi per costruire il vallo tomo e dopo quasi sette mesi il diedro e’ ancora li’. Bluff nel bluff, la Protezione civile ha dichiarato che

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